Mobilità sostenibile e ciclabile: scenari e opportunità

Mobilità sostenibile e ciclabile: scenari e opportunità

La bicicletta è uno dei mezzi di trasporto più adatti a promuovere lo sviluppo sostenibile e a combattere la crisi climatica, lo conferma anche l’Onu.
Ecologica, democratica, salutare ed efficiente (il 98% circa dell’energia impressa da chi pedala viene convertita in movimento), la bicicletta può svolgere un ruolo fondamentale nel ridurre le emissioni di CO2 e il traffico.
Per chiarire come la bicicletta possa essere strumento di sostenibilità intesa in tutte le sue dimensioni – ambientale, sociale ed economica – facciamo una fotografia dello scenario attuale in cui la bicicletta si inserisce e una breve analisi delle opportunità che essa può offrire, intesa come settore di mercato.

Scenari

Utilizzo della bicicletta

Un’indagine di Ipsos (Cycling across the world 2022) ci fornisce una mappa dei Paesi a maggior utilizzo di biciclette rispetto ai 28 che sono stari analizzati In particolare emerge come la bicicletta è il più comune mezzo di trasporto per i brevi spostamenti locali nei Paesi Bassi (45% degli intervistati) e in Cina (33%), seguite da Giappone (27%), India (21%), Germania (21%) e Belgio (20%).

In Italia questa  percentuale è solo del 13%.
Lo scenario della ciclabilità̀ nazionale presenta forti differenze tra Nord, allineato in parte alla media europea, e Sud e Isole, dove l’utilizzo della bicicletta è molto limitato.
Sono i dati Istat (Ambiente Urbano 2021) a mostrare le differenze nell’uso della bicicletta per lavoro/studio nelle diverse aree: le Regioni e le Province del Nord-Est presentano il più alto tasso di utilizzo della bicicletta tanto per lavoro (6,2%) che per studio (6,0%). Le Regioni e Province del Nord-Ovest, tra cui la Lombardia, evidenziano uno share modale della bicicletta pari al 3,2% per lavoro e all’1,5% per studio. Decisamente inferiore il tasso di utilizzo della bici per motivazione lavoro/studio nelle Regioni e Province del Sud e nelle Isole, con uno share uguale all’1,2% per lavoro e allo 0,6% per studio.

Estensione delle piste ciclabili e servizi in sharing

I condizionamenti imposti dall’emergenza sanitaria hanno accelerato alcune tendenze positive della mobilità ciclistica già in atto da alcuni anni, favorendo l’intero sistema, dall’utilizzo, alle infrastrutture al bike sharing.
I dati Istat (“Ambiente urbano” luglio 2022) rilevano un buon andamento di crescita delle piste ciclabili: +5,3% tra il 2019 e il 2020 e +20,7% tra il 2015 e il 2020, con quasi5 mila km di piste a disposizione fra tutti i capoluoghi. La crescita più marcata la registra il Centro-sud (+6,1%), ma il divario territoriale resta molto ampio e nelle città del Nord si concentra oltre il 70% della rete.

La densità media delle piste ciclabili italiane è di 24,2 km per 100 km2 e di 34 km per 100 km2 nei capoluoghi metropolitani. I Capoluoghi metropolitani a maggior densità sono Milano (161,3 km/100km2) e Torino (149,9km/100km2), seguite da Bologna e Firenze con 110 e 91,5 km per 100 km2. In fondo alla lista: Genova, Reggio Calabria, Messina e Catania.

Sono 53 i capoluoghi dotati di servizio di bike sharing: 45 nel Centro-Nord, 8 nel Mezzogiorno.
La crescita dell’offerta nelle grandi città è dovuta in gran parte all’introduzione dei servizi a flusso libero, che implicano flotte molto numerose. L’offerta è maggiore nelle città del Nord: 32 biciclette ogni 10mila abitanti, 17 biciclette nel Centro e 2 nel Mezzogiorno. Firenze (109 bici/10mila abitanti) e Milano (96) sono le più servite, seguite da Bologna (68) e Torino (35).

Opportunità

Strategia europea per la mobilità ciclistica

Il 16 febbraio 2023 il Parlamento europeo ha adottato la risoluzione sullo sviluppo di una strategia europea per la mobilità ciclistica attraverso cui si affida alla Commissione europea di raddoppiare il numero di chilometri percorsi in bicicletta in Europa entro il 2030.
La risoluzione non è vincolante, ma ha rilevante peso politico, e definisce un piano d’azione teso a sviluppare un maggior numero di infrastrutture ciclabili e favorire la produzione in Europa di biciclettee del suo indotto, riconoscendo a questo mezzo un ruolo chiave nel raggiungimento degli Obiettivi di Sostenibilità dell’Agenda 2030.
La risoluzione prevede una serie di impegni specifici:

– aumentare significativamente gli investimenti in infrastrutture ciclabili sicure e integrare la mobilità ciclistica nei contesti urbani;
– tenere conto della mobilità ciclistica nella costruzione o nell’ammodernamento delle infrastrutture della rete transeuropea di trasporto (TEN-T);
– includere l’industria ciclistica nell’ecosistema della mobilità della strategia industriale dell’UE;
– sostenere la produzione di biciclette e componenti “Made in Europe”;
– consentire la creazione di ulteriori posti di lavoro verdi e di alta qualità nell’industria ciclistica;
– aumentare l’accessibilità e la convenienza economica delle biciclette;
– accelerare lo sviluppo di EuroVelo, la rete europea di piste ciclabili e dei suoi 17 percorsi;
– promuovere luoghi di lavoro a misura di bicicletta;
– creare parcheggi sicuri e protetti per le biciclette con servizi di ricarica per le ebike;
– designare il 2024 come Anno europeo della bicicletta.

EuroVelo, la rete europea di ciclovie di lunga percorrenza, è stata avviata nel 1995 dalla European Cyclists’ Federation (ECF), la federazione delle associazioni ciclistiche europee. Sono attualmente in via di sviluppo 17 ciclovie di lunga percorrenza atte a connettere ogni parte d’Europa, coordinate e gestite a livello europeo dall’EuroVelo Management Team di ECF. In totale sono 56mila i chilometri di piste già pedalabili lungo una rete che, una volta ultimata, ne conterà oltre 93mila.

La strategia nazionale della bicicletta

Nell’ottobre 2022 è stato pubblicato ufficialmente in Gazzetta Ufficiale il Piano generale della mobilità ciclistica 2022 – 2024 promosso dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha reso legge di Stato la strategia nazionale della bicicletta.
La legge fornisce le linee guida generali per lo sviluppo delle azioni per la promozione della ciclabilità su tutti i livelli, dalla realizzazione delle infrastrutture all’adozione delle politiche di mobilità collegate alla bici.
L’obiettivo è quello di sviluppare e mettere in esercizio una rete ciclabile interconnessa a livello locale, regionale e nazionale e rendere la mobilità ciclabile una componente fondamentale del sistema modale sostenibile.
Nello specifico, realizzare sistemi di trasporto resilienti ai cambiamenti climatici, alle pandemie e ad altri disastri; trasporti efficienti, puliti, sicuri, silenziosi a zero emissioni nette, in attuazione di politiche ed azioni per una mobilità sana, attiva e più sicura; un processo di inclusione sociale che garantisca l’accesso alla mobilità e ai trasporti; investimenti che possano utilizzare la digitalizzazione dei servizi di trasporto e mobilità; infrastrutture a supporto della mobilità sostenibile; un trasporto pubblico locale integrato; un uso più equo dello spazio pubblico.
Il Piano Generale della Mobilità 2022-2024 si integra in toto con le procedure e tempistiche attuative del più articolato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, PNRR che prevede due interventi specifici:

ciclovie turistiche (misura M2C2 – 4.1 “Rafforzamento mobilità ciclistica” sub-investimento “Ciclovie turistiche”): investimento di 400 milioni di euro per gli anni dal 2021 al 2026, destinato al cambiamento dei sistemi di mobilità a forte impatto turistico, per la valorizzazione delle aree territoriali di grande valore culturale presenti nel nostro Paese;
ciclovie urbane (misura M2C2 – intervento 4.1 “Rafforzamento mobilità ciclistica”, sub-investimento “Ciclovie urbane”): investimento di 200 milioni di euro per gli anni dal 2022 al 2026, destinato alla implementazione delle infrastrutture ciclabili ad alto impatto urbano, per un rapido cambiamento dei sistemi di mobilità urbani.

Biciplan Cambio

Biciplan Cambio, è un importante progetto della Città metropolitana di Milano approvato dal Consiglio Metropolitano nel novembre 2021 come addendum del Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile).
L’obiettivo di Cambio è quello di collegare Milano con l’hinterland e i diversi Comuni tra di loro, attraverso una rete di 4 linee circolari, 16 linee radiali e 4 green way per complessivi 750 chilometri di percorsi ciclabili da completare entro il 2037. In particolare 5 linee saranno realizzate anche grazie ai finanziamenti del PNRR e i lavori inizieranno nel 2023.

Conclusioni

La bicicletta può dunque svolgere a pieno titolo un ruolo da protagonista di quel cambiamento culturale necessario ad attuare la transizione ecologica.
La stessa risoluzione del Parlamento europeo invita tutti gli Stati membri “a integrare la bicicletta nei trasporti pubblici, negli ambienti urbani e rurali nei paesi in via di sviluppo e sviluppati“.
Per favorirne l’utilizzo e la diffusione si rendono quindi necessari numerosi interventi e strategie trasversali, che favoriscano la collaborazione tra il pubblico e il privato.

Nell’area di Milano, Monza Brianza, Lodi lo sviluppo della mobilità ciclistica è anche un driver di tipo economico, infatti il settore genera 105 milioni di euro di ricavi, con un’impennata del 46% negli ultimi cinque anni: la Camera di Commercio conta 230 imprese attive nella filiera della bicicletta, considerando esclusivamente i settori di fabbricazione e montaggio, noleggio e riparazione. Un dato che rappresenta oltre il 40% del dato lombardo e il 7% di quello nazionale. L’innovazione sta già entrando con forza in questo ecosistema proprio con le startup.

La Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi promuove e attua il bando Call for Solutions 2023 – Soluzioni per migliorare la mobilità in bicicletta.
Obiettivo: Individuare e diffondere soluzioni innovative in risposta alle esigenze sentite dal settore della bicicletta nel campo della sicurezza.

Maggiori informazioni su questa pagina: https://www.milomb.camcom.it/call-for-solutions-2023

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